Caso Google: come la pensate?
Io sono abbastanza concorde con i seguenti pareri.
Roberto Barberis, responsabile sales e marketing area business Dada
«La rete deve essere considerata per quello che è: un luogo di libertà, comunicazione
intesa a 360 gradi. Inoltre, è giusto mettere in evidenza come internet
abbia consentito di scoprire l’episodio in questione, e questo è solo
l’ultimo dei casi in cui questo mezzo, che molti continuano a criticare, svolge
una funzione utile anche a livello sociale. Non è detto, infatti, che il fatto
incriminato sarebbe venuto alla luce se i ragazzi non avessero messo in
rete il video girato. Magari il polverone che si è sollevato servirà anche a loro
per rendersi conto dell’errore commesso. Credo che l’attacco nei confronti
di Google sia del tutto fuori luogo, anche perchè l’azienda si è semplicemente
limitata a fornire uno spazio, una vetrina che garantisce la libertà di
comunicazione».
Dragan Jankovic, amministratore delegato Tuttogratis Italia Spa
«Sugli aspetti normativi e legali di questa vicenda è stata fatta forse poca
chiarezza sia da parte delle istituzioni sia dagli organi di informazione. Ma è
una conseguenza naturale, perché si tratta di un argomento e di un settore
– quello internet – che si evolve a grande velocità, rendendo di volta in volta
inadeguati gli aspetti normativi che ne regolano le dinamiche. In questo
caso, l’approccio normativo e quello del legislatore tendono a equiparare la
figura del titolare di un blog o di un generico sito internet a quella del direttore
di un giornale, con il relativo carico di responsabilità legali. Gli operatori
sanno bene come un simile approccio sia del tutto limitativo per internet
che, più che un nuovo media, andrebbe considerato come un “ambiente”
virtuale, popolato da strumenti di comunicazione che spesso coesistono
tra loro. Non tenere in considerazione le peculiarità della rete è un errore già
commesso dal mercato pubblicitario che il nostro Paese ha pagato duramente,
con un ritardo dimensionale del mercato che ancora oggi non riusciamo
a colmare. Ancora una volta, sono necessari l’impegno e la diligenza
degli operatori del settore. In un certo senso, in fondo, quello che stiamo
vivendo potrebbe essere il momento giusto per produrre una regolamentazione
del settore. Anche ora, infatti, vi sono numerose dinamiche in atto
e ci troviamo alla vigilia di nuovi e importanti cambiamenti. Il pallino della
rete sta tornando sempre più in mano agli utenti e l’avvento del web partecipativo
acuirà ulteriormente gli aspetti relativi al controllo dei contenuti in
rete. Ci auguriamo, quindi, che il gruppo di lavoro incaricato dal Governo di
studiare una soluzione al problema sarà costituito anche da professionalità
provenienti dal nostro settore, in grado di capirne più in profondità tutti i
meccanismi che ne regolano il funzionamento. Solo così potremo provare a
essere, come tutti ci auguriamo, un esempio per tutta l'Europa».



